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06
Lug

In principio fu un pugno di terra

La storia della ceramica in Italia è legata a doppio filo con un materiale in particolare: l’argilla, di cui il nostro territorio è ricco.

Materia povera per definizione, in grado di trasformarsi, grazie alle mani sapienti degli artigiani, in opera d’arte.

Stoviglie, piastrelle, soprammobili, rivestimenti per ambienti, capolavori artistici e decorativi ma anche stufe e camini: tutto questo è stato, ed è tuttora, l’arte antica dei ceramisti italiani.

Un’arte che nasce, letteralmente, da un pugno di terra… e dalla fantasia e manualità dell’uomo.

La tradizione ceramica in Italia è stata allo stesso tempo industria, arte e artigianato, coprendo un’immensa quantità di stili e tecniche di lavorazione e rendendo il nostro Paese un’eccellenza rinomata nel mondo.

La ceramica: un’arte che unisce l’Italia, dal Nord al Sud

Dal nord (celebri le ceramiche di Mondovì e Castellamonte) al sud (un nome su tutti: Capodimonte), dal Piemonte alla Calabria, dal Veneto alla Sicilia, l’arte ceramica italiana ha usato le tecniche più disparate, con tecniche, stili e decorazioni diverse a seconda del territorio e delle influenze culturali. s

Se a Mondovì si sente soprattutto l’influenza inglese (Wedgwood) e vengono prodotte in quantità, come soprammobili, le statuine che rappresentano i più disparati animali, in Liguria, ad Albissola, si spazia dall’ispirazione cinese del XVII secolo all’Art Deco fino al Futurismo.

A Napoli nel XVIII secolo Carlo III di Borbone installa una fabbrica di porcellane nei pressi del suo Palazzo Reale. La località si chiama Capodimonte ed è destinata alla storia per la raffinatezza delle sue opere ceramiche, contrassegnate dal giglio azzurro dei Borbone o, in seguito, da una “N” coronata, a ricordare il Palazzo Reale di Napoli.

Andando ancora più a sud, impossibile non citare Laterza e Grottaglie in Puglia, il cui prodotto più tipico è la “ciarla”, una giara con il coperchio ad anse, Squillace in Calabria, i cui maestri ceramisti si ispirano all’arte bizantina e a quella della Magna Grecia, Caltagirone in Sicilia, dai tipici colori smaltati dove sono forti le influenze arabe, e la città di Santo Stefano di Samastra, in cui la ceramica è tuttora scelta architettonica dominante, alternando con armonia l’antico e il moderno.

Passando da isola a isola, anche la Sardegna ha una tradizione antichissima, da Oristano ad Assemini, con l’uso di tecniche particolari come lo “stangiu” e un’ispirazione che parte dalla Spagna del ‘600 per trovare una sua definizione personalissima.

L’eccellenza toscana

Abbiamo, volontariamente e un po’ campanilisticamente lasciato per ultima la Toscana, per noi naturalmente la “ciliegina sulla torta”, dove l’arte della ceramica si intreccia al Medioevo e al Rinascimento, legando il suo nome a manifatture storiche come Montelupo, senza dimenticare un nome che è quasi sinonimo di “Ceramica” e approda sulle tavole delle corti reali di tutta Europa con le sue opere di enorme raffinatezza: la celeberrima Ginori di Sesto Fiorentino.

Chiunque, come noi di Geometrie, si dedica alla realizzazione di opere in ceramica, deve tenere conto dell’immensa eredità del passato, con rispetto e conoscenza.

Come nani sulle spalle di giganti, ci issiamo a vedere alle nostre spalle e di fronte, verso l’orizzonte… cercando di aggiungere anche noi, nel nostro piccolo, un pezzetto di bellezza e creatività al futuro di una delle arti più antiche del mondo, e tra le più celebri d’Italia.

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