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Ott

Ceramica nel mondo: l’arte islamica

La ceramica è da secoli una delle grandi eccellenze toscane, e italiane in generale.

Ma quest’arte raffinata e antichissima è da sempre una delle attività umane più praticate in tutto il mondo.

In ogni continente si sono sviluppate tecniche particolari e originali di lavorazione e decorazione, che hanno portato a risultati straordinari dal punto di vista artistico.

Vediamo brevemente alcuni esempi di arte ceramica nel resto del mondo, cominciando dall’arte islamica.

Islam e ceramica

Le tecniche e le decorazioni della ceramica musulmana risalgono alla Dinastia degli Omayyadi, tra il 660 e il 750 dopo Cristo.

Tra le tecniche, l’ingobbio, la maiolica, il lustro metallico.

Interessante la scelta dei soggetti, che segue le prescrizioni islamiche quando si parla di spazi religiosi, scegliendo ornamenti astratti, mentre prevede talvolta la raffigurazione di animali reali e immaginari negli altri spazi, ma sempre raffigurati in maniera simbolica e non realistica.

Per la maggior parte, le decorazioni ceramiche dell’arte islamiche prevedono figure geometriche, caratteri dell’alfabeto, stilizzazione di forme vegetali: quelli che verranno chiamati “arabeschi”.

Un altro dettame religioso rifiuta l’uso di metalli e pietre preziose, privilegiando bronzo, ceramica, legno e avorio.

Anche per questo, l’arte ceramica nel mondo islamico ha avuto un grande peso, anche nelle decorazioni parietali di templi e palazzi.

Islam e ceramica in Europa

In Italia possiamo ammirare la Cappella Palatina di Palermo, splendido esempio di pittura Abbaside, mentre l’esempio più straordinario in Europa è senz’altro l’Alhambra a Granada, in Spagna.

Dopo il XI secolo, con la conquista araba della Persia, lo stile delle ceramiche islamiche si diffuse nei paesi del Mediterraneo, a partire dalla Spagna e da Bisanzio.

Tra le tecniche, da ricordare il lustro metallico, che prevede l’ottenimento di un effetto iridescente grazie alla copertura della superficie decorata con una vernice in cui sono presenti pigmenti di rame o argento.

La ceramica islamica in Persia

Samarra, Nishapur, Samarcanda. Nomi affascinanti, che evocano leggende e culture millenarie.

In queste antiche città si sviluppò un’arte ceramica personale, con tecniche uniche quali la “barbottina” e l’uso di argille liquide colorate, e decorazioni policrome assai complesse, che univano figure geometriche, fantasie floreali, animali e talvolta anche figure umane.

Nella Persia Occidentale, sotto la dinastia dei Selgiuchidi si affermarono recipienti sottili con superficie traforate, simili alle porcellane cinesi.

Preziosi i vasi di sette colori, i Minai di Kashan, con decorazioni pittoriche realizzate con laminati metallici e smalti a coprire un’invetriatura color turchese o bianco opaco.

Spagna islamica

La Spagna musulmana nel medioevo vide fiorire l’arte ceramica di Malaga, Maniese e Paterna.

Uno dei risultati più pregevoli furono le decorazioni parietali a mattonelle azzurre chiamate “Azulejos”, che tuttora decorano molti palazzi andalusi.

Un’arte, quella degli Azulejos, che si svilupperà sia in Spagna che in Portogallo, dove tuttora questo tipo di decorazione è assai diffusa.

Fonte di riferimento: Orientalia.live

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